martedì 17 marzo 2009

La torre della memoria


Improvvisamente, da una taverna di Sundabar, i personaggi si sono ritrovati in una sala bianca al cospetto di un gigante bianco.
Così, come pochi minuti prima sorseggiavano alcolici in compagnia di dame di compagnia e di grandi boccali di birra dei nani, improvvisamente tutti erano scomparsi; tutti esclusi lo strano e gigantesco vecchio. Anche la taverna non c'era più: al posto dei tavoli il ghiaccio ricopriva l'arredamento di una grande stanza resa bianca dalle pareti di marmo ricoperte da un freddo strato congelato.
Il vecchio ha apostrofato gli eroi dicendo di tornare indietro lasciando questi di stucco non capendo ne dove ne come fossero giunti lì.
Ha spiegato come lui fosse lo spirito della foresta e come si trovassero nell'Alta Terra, conosciuta anche come bosco Atro ove, millenni prima, una cittadella volante dell'era Netheril era precipita e poi inghiottita dal silenzio verde del bosco.
Egli non era solo un vecchio ma era un guardiano a protezione di un oggetto dei tempi di Netheril così importante che il Mythal a protezione del bosco aveva creato un custode in grado di tener lontano chi avesse osato entrarne in possesso.
Il mago del gruppo ha riconosciuto il posto come quello in cui aveva scritto il suo nome originario prima di dimenticarlo e quindi di prendere come nome il luogo in cui si trovava allora: Alta Terra.
Infatti i ricordi di Alta Terra non giungevano fino alla sua infanzia, bensì terminavano al momento in cui scriveva il suo nome, di fianco a molti altri prima di lui, sulle pagine di un libro bianco per poi dimenticare tutto: il suo passato e quindi la sua vita.
Il gruppo, dopo aver capito che avevano pochi istanti prima ritrovato l'antico oggetto e per questo avevano nuovamente perso la memoria, si erano stupiti poichè avevano perduto solo la memoria recente e non tutta la loro memoria fin dalla loro nascita.
Ma a questa e molte altre domande erano destinati a non avere risposta immediata e se ne volevano dovevano proseguire, a costo di andare contro al volere dello spirito del bosco: il vecchio gigante di ghiaccio.
Dopo uno scontro vittorioso gli eroi si sono inoltrati nelle stanze contigue per cercare di trovare l'oggetto dell'antico Netheril anche probabilmente avrebbero nuovamente perduto i ricordi.
Esplorando hanno trovato una serie di passaggi segreti per sbucare nuovamente nell'Alta Foresta.
Ma questa volta la foresta era diversa, più forte, più folta, più antica. Dopo aver vagato per alcune ore hanno alzato la testa e sopra di loro hanno visto che il cielo era oscurato da Yeomand: la cittadella volante.

sabato 21 febbraio 2009

La bestia dentro

12 Kytorn 1479

Dopo aver impedito Barathas Kahlir, padre di Barathen, di nuocere ed averlo imbavagliato e legato suo figlio ha deciso di cercare di trovare una cura per eliminare la malia che lo rende assoggettato al misterioso vampiro che dorme nelle profondità di Xammux.
Dopo aver deciso intapreso un viaggio verso la più vicina città degna di tale nome la loro meta più ovvia è stata la cittadella fortificata di Sundabar una antica roccaforte di nani che si estende nelle prondità della città stessa fondata durante il glorioso dominio del clan Delzoun più di 2000 anni prima.
Giunti al passo della Luna gli eroi hanno incontrato un gruppo di nani capeggiati da Mobius il warlord e Zom il prete di Morandin bloccati a causa della presenza di un gruppo di orchi accampati nello stretto passo che conduce a Sundabar.
Dopo aver unito le forze e sconfitto gli odiosi nemici i nostri eroi hanno fatto il loro ingresso nella città dopo aver sostenuto una serie di interrogatori causati dalla presenza nel loro gruppo di Barathas e Gnarl il goblin. Il loro strano seguito ha destato la curiosità e gli interessi dei Vigilanti una rete di spie che assicura la sicurezza all'interno di Sundabar.
Con un sacrificio monetario non indifferente Barathen e Snaugh hanno liberato la maledizione attraverso un rituale lanciato da un mago della città.

giovedì 5 febbraio 2009

Rivelazioni


Il covo di Ziguargx è una tana scavata nel fango indurito di una palude a un giorno di cammino da Jalantar. La sua difesa è una grande grotta sotterranea in cui le infiltrazioni di pece preveniente dalla fossilizzazione di antichi alberi hanno creato un lago sotterraneo di questa sostanza mefitica ed altamente infiammabile.
E' proprio questa difesa naturale che gli eroi hanno sfruttato come via di fuga dopo aver ingaggiato uno scontro ravvicinato con le sentinelle di Ziguargx: infatti dopo aver richiamato l'attenzione delle guardie grazie a Gnarl che ha invocato aiuto in goblinesco hanno tagliato loro la via di fuga con una freccia incendiaria di Barathen.
Terminato il veloce scontro gli eroi si sono allontanati poiché avevano tagliato via ogni accesso alla dimora di Ziguargx dirigendosi verso Xammux.

Dopo 3 giorni di cammino sono infine giunti alle rovine, meta del loro lungo viaggio: Xammux.

Finalmente dopo aver prima accostato e poi attraversato l'alta foresta, dopo aver esplorato le rovine del popolo dei nani, degli elfi e degli umani l'eterogeneo gruppo composto dal massiccio e misericordioso dragonide Snaugh, il forte e demoniaco Barian, l'agile trovatello elfico Barathen, l'umano mago senza memoria Alta Terra e il temibile warlock Vanen erano giunti alla meta del loro lungo viaggio.
Fin dalla prima occhiata la torre si è rivelata strana: una torre molto grande, molto più grande di qualsiasi fortificazione che avessero mai visto lì di fronte a loro come la testa di un enorme verme uscito dalle viscere della terra.
E sopra di loro, proprio sulla sommità a punta della torre senza finestre stava un enorme uccello. Trovandosi a più di 50 metri sopra la loro testa era comunque ben visibile e facendo le dovute proporzioni era sicuramente capace con i suoi artigli di issare in volo un grosso cavallo da tiro.

Dopo aver fatto queste considerazioni gli eroi si sono avvicinati ratti ratti all'unico ingresso possibile un portone alto 3 metri fatto di un materiale simile al ferro ma caldo al tatto.
Snaugh ha inutilmente provato a scostarlo applicando la forza di cui disponeva quando Barathen, semplicemente sfiorandolo è riuscito a spostarlo ed a entrare seguito dagli altri.
All'interno c'era un'enorme stanza con decine di colonne e in fondo una zona rialzata con scale per accedere ai piani superiori.
Prima di salire Barathen ha notato 2 lapidi e sotto una di esse una fossa aperta.
La salita è stato lunga e silenziosa senza nessun rumore che facesse tradire la presenza di una creature o un animale fino a che hanno iniziato a esplorare i piani superiori portando via antichi libri e scovando antiche statue, probabilmente guardiani, in stato dormiente.
Ad un tratto, raccogliendo degli strani contenitori Snaugh è entrato in contatto con una sostanza corrosiva che ha ferito il Sandrago facendo piovere poche stille sul pavimento.
E' continuata l'esplorazione della torre girando di stanza in stanza, di androne in androne e salendo scale che sembravano non finire mai.
Poi a un tratto un rumore molto lontano così indistinto da non riuscire a capire se veniva da sotto di loro o da sopra di loro.
Gli eroi si sono stretti a cerchio ergendo intorno a loro il loro metallo e preparando i loro malefici difensivi quando ad un tratto Barian ha avuto la netta impressione dal buio che due occhi senza pupille lo osservavano.
Ha lanciato un lampo di luce verso i due odiosi occhi e ha illuminato il viso di un corpo senza vita che lo osservava; questi con un movimento molto veloce si è ritirato nell'oscurità scomparendo alla luce.
Nel frattempo Barian si è accorto che 5 ombre si stavano allungando verso da loro invadendo la luce della lanterna ed affievolendola per poi prendere forma e sostanza: 5 creature si stavano formando prendendo corpo dalle tenebre e scagliandosi successivamente verso di loro.
Dopo un'arduo scontro contro le creature d'ombra gli eroi hanno tratto un breve sospiro di sollievo per poi accorgersi di essere in presenza del custode della torre-verme: il padre di Barathen ora divenuto servitore del padrone non morto vero signore della costruzione da loro esplorata.
Egli con un cenno ha fatto materializzare attorno a se quattro creature con gli occhi sbarrati dalla morte e, riconoscendo suo figlio ha raccontato la sua storia.

Quando tu eri in fasce noi eravamo in missione e avevamo con noi un frammento della lancia di Myrladon una antica arma di Corellon Larethian con cui nel passato combattè insieme agli antichi elfi Eladrin contro i Demoni. Tale frammento era la chiave per poter entrare nella torre di Xammux una torre che fa parte della città della cenere una antica città dell'impero dei Tiefling.
Se tu sei qua dentro allora significa che tu possiedi un'altro frammento della lancia di Myrladon.
Io e tua madre prima di entrare qua dentro ti lasciammo fuori perchè eravamo braccati dalle ombre degli antichi discendenti dei maghi di Netheril perchè anche loro, per un motivo a noi sconosciuto, erano interessati a questa torre. Una volta dentro fummo attaccati dagli stessi che vi hanno attaccato poco fa ed io riuscii a mettermi in salvo ferito mentre tua madre perì ed adesso riposa vicino a quelle lapidi che avete trovato. Io fuggii per poi trovarmi nuovamente circondato ma fuoi tratto in salvo da colui che ora servo e accudisco nel suo lungo sonno.
Dopo aver chiesto a Barathen se avesse voluto unirsi a lui ha attaccato il gruppo ma a quel punto tutti (Gnarl compreso) si sono stretti a cerchi intorno a lui facendolo capitolare ferito a morte.

lunedì 26 gennaio 2009

La tana di Ziguarx


Dopo aver liberato Jalantar gli eroi si sono diretti al covo del re goblin della Tribù della Bile del Ragno: Ziguarx.
Egli vive circondato dai suoi folli esperimenti in alcune grotte sotterranee in cui si raccoglie una sostanza molto simile alla pece che lo circonda e lo protegge con il suo fuoco alchemico.
Gli eroi dopo aver seguito le tracce dell'unico goblin sfuggito al loro assalto hanno perso le tracce all'ingresso della palude di Ziguargx. Molte ore dopo si sono accorti che i cacciatori si erano trasformati in cacciati: una banda di esploratori alchemici li ha assaliti materializzandosi nella nebbia ma venendo sconfitti non con troppo difficoltà dai nostri eroi.
Avendo risparmiato un unico nemico Gnarl detto "znab fcbepn qv cryv qry pnmmb" in goblinoide egli si è offerto di scortarli al covo del suo capo facendosi giurare di proteggerlo.

venerdì 9 gennaio 2009

La strana alchimia

Nella scorsa sessione i personaggi sono giunti alle porte di Jalantar sia per riposarsi dopo giorni e giorni senza aver dormito in un letto morbido sia per poter commerciare ed alleggerirsi del loro carico frutto di bottini e razzie.
Una volta giunti alla città si sono accorti che era ben lungi dall'essere una ridente cittadina. Dopo aver varcato la soglia ed aver parlato con sparuti cittadini sono stati avvertiti che il villaggio era sotto il controllo di una tribù di Goblin.
Decisi a liberare la tirannia hanno attaccato con una tecnica simile alla guerriglia urbana: attacchi mirati e atti a ridurre le fila del nemico fino allo scontro finale.
Nel cimitero del villaggio è stata combattuta la lotta all'ultimo sangue con uno strano tipo di goblin: non normali umanoidi ma goblinoidi potenziati magicamente da un misterioso potere alchemico.
Durante l'assalto finale che ha portato alla vittoria dei personaggi hanno appreso che questi goblin appartenenti alla tribù della Bile del Ragno non sono altro che una avanguardia di un clan che vive nelle pianure vicine a Jalantar.

mercoledì 31 dicembre 2008

Barbari e Draghi


Dopo aver sconfitto il finto eremita Snaug, Barian e Barathen hanno deciso di continuare l'esplorazione del sotterraneo abitato dagli uomini topi superando una distesa di muffa grigia.
Nel frattempo Terra Alta e Vanel attendevano il ritorno dei loro compagni timorosi della sinistra distesa fungosa.
I tre dopo aver depredato il corpo di un guerriero hanno intravisto una stanza quadrata con un grande cubo al centro. Prima di entrare Barathen ha avvertito il gruppo della presenza di un grande ammasso di gelatina parzialmente coperto dal solido quindi di comune accordo si è deciso di tornare dai restanti membri del gruppo senza rischiare inutilmente la vita.
Una volta usciti dalla cittadella delle nebbie i personaggi hanno iniziato ad accusare malessere: tosse, tremiti e febbre - un ricordo dello scontro con gli uomini topo.
Trascinandosi sotto l'acqua per altri giorni infine sono riusciti ad uscire dalla Alta Foresta puntando in direzione della Pietra Eretta scossi da brividi di malattia sempre più forti.
La pietra in passato era un luogo importante per una tribù barbara molto valorosa chiamata Orso Pallido perché sorgeva nelle immediate vicinanze un albero molto antico che si credeva fosse nato direttamente da una talea dell'Antico Padre l'albero che aveva costituito il nucleo generale dell'Alta Foresta.
Indeboliti dalla febbre si sono accampati ma dopo poco tempo sono stati raggiunti da un gruppetto di 6 uomini di stazza impressionante: muscolosi e abbigliati di pelli.
Tra di loro si è fatto avanti il capo villaggio Aldus che ha spiegato che erano nel territorio della tribù dell'orso pallido e che avrebbero dovuto giustificare la loro presenza al più presto.
Dopo lunghe trattative - facilitate da un dono di armi da parte di Snaug - i barbari si sono ritirati proibendo agli eroi di esplorare le zone limitrofe e imponendo loro di rimanere nelle immediate vicinanze dell'accampamento fino a che non avrebbero ricevuto indicazioni diverse.
Dopo qualche giorno i barbari si sono nuovamente mostrati e ci sono stati ulteriori doni da parte degli avventurieri finendo con ingraziarsi Aldus e il suo popolo.
Alla fine gli esploratori sono stati ospitati all'interno dell'accampamento barbaro ricavato da capanne sugli alberi e sono stati seguiti fino a che non sono guariti in seguito alle cure personali di Aldus e dei suoi guaritori.
Dopo essersi completamente rimessi Alta Terra, Barathen, Barian della Vega, Snaugh e Vanel sono ripartiti verso Jarathen l'ultima tappa prima delle rovine di Xammux loro obiettivo.
Durante il loro viaggio hanno trovato ... l'alito della morte.
In lontananza hanno intravisto un grosso essere volante e non appena hanno capito cos'era hanno cercato di nascondersi per sfuggire alla vista acuta del temibile predatore: il drago bianco.
Il drago è riuscito comunque ad individuare Vanel e un attimo dopo ha soffiato ghiaccio e successivamente lo ha ghermito con gli artigli e i morsi letali.
Caduto a terra Vanel, Snaugh e Barian si sono lanciati alla carica del predatore mentre Barathen con la mira elfica colpiva a ripetizione la dura corazza di cuoio e Alta Terra con le magie di fuoco ustionava.
Dopo un colpo nelle vicinanza del collo da parte del guerriero il drago è riuscito ad alzarsi in volo ed allontanarsi in fretta e furia temendo di non sopravvivere ad uno scontro che avrebbe dovuto essere un facile pasto.

sabato 20 dicembre 2008

Uomini e topi


Dopo aver superato il porto elfico ed essersi addentrati nella Alta Foresta si sono subito accorti che il luogo era strano: gli animali assenti e le piante erano cresciute in modo disuniforme.
Non si sa se il motivo era la vicinanza alla antica cittadella di Ascalhorn poi successivamente divenuta tristemente nota come Cancello del Castello del Diavolo per aver ospitato un collegamento diretto con i piani inferiori abitati da diavoli e demoni.
Il loro cammino era accompagnato da una pioggia resa come nebbia dalla fitta vegetazione della foresta che non li ha mai lasciati neppure quando, durante il loro cammino, si sono trovati nelle vicinanze di resti di una cittadella. La vegetazione aveva ricoperto quasi tutto: vecchie statue, antichi archi di trionfo e i resti di strade che un tempo portavano ad una roccaforte umana, l'unica nella vecchia foresta e conosciuta con il nome di Cittadella delle Nebbie.
La roccaforte un tempo era una linea di difesa contro le creature fuoriuscite da Ascalhorn ed era capeggiata dal Signore delle Nebbie capace di far proteggere il suo regno da creature fatte dai 4 elementi e in possesso di una squadra di cavalieri con Pegasi. Se questo non fosse bastato era in grado di far "scomparire" la sua cittadella nelle nebbie e nessun esercito di questo mondo o di altri sarebbe stato in grado di assediarlo semplicemente perché non era più dove doveva essere.
Durante il loro vagare, senza un sentiero, ma solo accompagnati dalle briciole della vecchia città i nostri eroi sono stati silenziosamente circondati da un gruppo di lupi - cosa insolita il fatto che non avessero emesso suoni - ma grazie alla saggezza di Barathen che ha gettato alle bestie quasi tutte le razioni di cibo i lupi se ne sono andati via forse inghiottiti dalla nebbia.
Purtroppo successivamente hanno dovuto difendersi con il ferro e con la magia da un gruppo di iene insolitamente coraggioso che ha accerchiato e aggredito senza sesta il gruppo.
Le bestie erano guidate da un loro simile molto più grosso che emetteva suoni odiosi con le mascelle snervando il gruppo e rendendolo meno pronto al combattimento: la creatura forse era il risultato di qualche accoppiamento immondo tra il semplice animale che si accontenta dei resti di altri e qualche abitante dei piani demoniaci.
Il combattimento è stato terribile: Snaugh e Barian sono stati gettati a terra, nella polvere e nel loro sangue mentre Alta Terra e Vanel entrambi a distanza cercavano di porre termine a questo attacco infliggendo ferite e dolore a queste belve. Per fortuna grazie anche alle inaspettate doti curative di Barathen che ha tamponato le ferite di Barian e Saugh il combattimento si è risolto con la fuga dei nemici rimasti vivi.
A causa delle condizioni critiche gli avventurieri di Loudwater hanno deciso di passare la notte al riparo dalla pioggia in un colonnato che sbucava dalle frasche - un riparo inaspettato quanto gradito.
Durante un sopralluogo del lungo passaggio inghiottito dalla vegetazione hanno fatto la conoscenza di un vecchio che usava come riparo il posto e che si è unito al gruppo per la notte.
Il vecchio dall'aspetto ripugnante in quanto molto piccolo di statura e dal viso da roditore ha raccontato di essere catechista di Ilmater il dio che porta sollievo alla sofferenza e che viveva abbandonato nella foresta per meditare.
Durante la notte Vanel ha sentito che il vecchio era sveglio ed era vicino a dei ratti e sembrava quasi che gesticolasse in un linguaggio sconosciuto con essi.
La mattina dopo, curati dalle ferite, il vecchio ha accompagnato i personaggi verso il suo rifugio ancora più dentro verso una zona recondita del porticato ma durante il tragitto, girando dietro una curva, ha allungato il passo e ha lasciato il posto ad una miriade di topi che hanno assaltato il gruppo.
Ratti, topi giganti e topi dalle lunghe costole che fuoriuscivano dai loro corpi hanno aggredito il gruppo ma con scarsa efficacia visto che il fiato infuocato di Snaugh ha presto ridotto le loro fila mentre le frecce, l'acciaio e il fuoco ha presto perforato, schiantato e incenerito i piccoli nemici.
A questo punto il vecchio, insieme ad altri 3 umani ed altrettanti topi giganti si è lanciato all'attacco. Durante il loro scontro hanno mutato in uomini topo cercando di porre fine alla vita delle loro vittime.
Vittime che ben presto si sono dimostrate carnefici.